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martedì 13 luglio 2010

I Romani...


La toga è l'ibrido risultato del connubio fra il mantello etrusco e l'himation greco. Invece l'indumento che veniva indossato sotto la toga è di pura derivazione greca. Nei primissimi tempi della Repubblica gli uomini avvolgevano una semplice fascia di lino intorno ai fianchi, che ben presto venne sostituita dalla tunica, rielaborazione del chitone. Il modello più semplice consisteva in 2 pezzi, in genere di lana, cuciti insieme. Stretto in vita da una cintura, aveva un'apertura per la testa e 2 per le braccia. In realtà questo rimase l'unico indumento degli operai, i quali spesso indossavano tenendone fuori le spalle per essere più liberi nei movimenti.

Accessori ed ornamenti egizi


Gli Egizi erano molto discreti nell'uso del colore e delle decorazioni dei tessuti. Per introdurre il colore e per ravvivare il loro abbigliamento ricorrevano quasi completamente agli accessori ed agli ornamenti personali. A differenza dell'oreficeria di molte altre nazioni, quella egizia può veramente essere considerata parte integrante dell'abbigliamento. Un'altra caratteristica importante dell'abbigliamento era rappresentata dalla acconciature. Amanti dell'igiene, in genere gli egizi rasavano a zero i capelli e portavano parrucche. Spesso queste venivano indossate per ostentazione, perché erano adorne di fili d'oro, disposti a scacchiera. Uno splendido tipo di parrucca fu trovato a el-Lahun, nella tomba della principessa Sat Hathor-Iunet, figlia di Sesostris II.

I GRECI

Tra il 1200 ed il 1100 a.C. ondate successive di invasori dorici, provenienti dall'Illiria (regione della costa orientale dell'Adriatico), percorsero la Grecia e provocarono la caduta della civiltà micenea. Durante i cinque secoli successivi, in tutta la Grecia seguì un periodo di ristagno artistico e culturale e tutte le fonti d'informazione al riguardo sono limitate a qualche vaso e alla poesia omerica. Il "periodo" ebbe inizio con la civiltà di un popolo vestito con gonne a campana e corpetti aderenti, sottili, ed ebbe fine con una popolazione che indossava abiti drappeggiati, simili a quelli usati in Egitto e in Mesopotamia. Questi due stili coesistettero per un periodo di tempo abbastanza considerevole, sino a quando prevalsero le vesti drappeggiate, che si trasformarono in quell'abbigliamento che oggi viene attribuito alle civiltà più colte e raffinate della storia, quella greca e quella romana.

Senza dubbio, i Greci furono i maggiori esponenti della scultura figurativa. Ma prima di loro il costume era stato descritto con tale precisione e con tanta meticolosa cura.
Nei periodi denominati "Arcaico" e "Classico" si trovavano due stili dondamentali di abbilgiamento, sia per gli uomini che per le donne. Lo stile dorico, caratteristico del periodo Arcaico sin dall'inizio. Lo stile ionico introdotto più tardi. Tuttavia esistevano diverse variani di questi stili. Col trascorrere del tempo, si ebbe un nuovo stile, eclettico, ispirato a questi due. L'indumento base per le donne era il chitone o peplo dorico, adottato dagli Ateniesi all'inizio del periodo Arcaico. Composto di un unico rettangolo di tessuto di lana, misurava circa 1,80 mt in larghezza e, dalla spalla alla caviglia, era di circa 45 cm più lungo della statura di chi l'indossava. Il tessuto veniva avvolto intorno al corpo e l'eccedenza ripiegata in alto. Poi la veste veniva appuntata sulle spalle e quanto avanzava ricadeva in modo da creare l'illusione di una mantellina.


Peplo


Nella sua forma più semplice il chitone dorico era indossato senza cintura e lasciato aperto ai lati, ma c'erano anche varianti più sofisticate. Il lato aperto era spesso cucito dalla vita all'orlo ed il tessuto eccedente, invece di essere ripiegato sulle spalle, veniva fissato con una cintura proprio sotto il seno, per poi ricadere liberamente.


Con 1,80 mt di stoffa....quanti s'inciampavano??? :)
Alla prossima...









lunedì 12 luglio 2010

I MICENEI

Il gusto dei minoici per gli ornamenti non si limitava all'abbigliamento nè le loro capacità tecniche si limitarono alla sartoria, infatti furono anche grandi orafi...
La veste minoica era sifisticata , non solo nella manifattura, ma anche nei tessuti che, dal punto di vista decorativo, rimasero insuperabili nell'antichità.
Le donne minoiche infatti nutrirono un amore senza precedenti per il colore e la sontuosità delle stoffe...i temi decorativi si ispiravano spesso alla natura, usando colori quali il rosso porpora, il blu e il marrone.

giovedì 8 luglio 2010

EGIZI

EGIZI
L'abbigliamento egizio era molto esiguo per i due sessi.
Bambini, e schiavi, all'inizio dell'epoca andavano completamente nudi...raramento però vennero raffigurati senza vesti nelle pitture tombali, perchè i vestiti rappresentavano il simbolo della condizione sociale, e la presenza di una figura ignuda avrebbe potuto danneggiare la casta del defunto nella sua vita ultraterrena
L'abbigliamento maschile più antico consisteva un perizoma o schenti, cioè una semplice fascia di lino avvolta intorno ai fianchi.
Il tessuto vien fatto passare diagonalmente sui fianchi ripiegandone un capo in vita e lasciando pendere l'altro sul davanti (vedi foto).
Questo indumento veniva indossato a torso nudo, senza alcuna differenza tra le varie classi della popolazione.
Verso la fine del III millennio a.C. lo schenti venne quasi completamente sostituito dalla gonna.

BABILONESI

Anche per i babilonesi, come per i loro predecessori, la cura del corpo era di fondamentale importanza, infatti essi conservarono gran parte delle caratteristiche peculiari sumere. L’acconciatura maschile era di grande rilevanza e gli uomini amavano particolarmente la barba, indice di nobiltà e quindi di elevata distinzione. Per entrambi i sessi i capelli erano disposti accuratamente sopra il capo, ma ondulati e trattenuti da appositi copricapi, legati da appositi nastri per le donne che lasciavano ciocche cascanti disposte volutamente in risalto rispetto al sesso maschile che li conservavaUna nota caratteristica dell’abbigliamento babilonese di entrambi i sessi furono le molteplici guarnizioni a frange sviluppate nel pieno della civiltà imperante di Babilonia che, disposte simmetricamente sulle vesti, creavano un gioco di colore divertente e variopinto nei colori spesso alternati nelle tonalità del rosso, dell’oro, del grigio e del bianco. Il colore infatti risulta la caratteristica più appariscente adottata dai babilonesi, riscontrabile nelle varie pitture murali caratterizzanti questo periodo dell’arte parietale antica. Anche in tal caso, secondo le testimonianze di sculture in bassorilievo risalenti al XXII secolo a.C., l’abito maschile spesso si distingueva da quello femminile per la disposizione del tessuto sulle spalle che, come consueto, rimaneva solitamente scoperto sul lato destro per il sesso maschile mentre copriva letteralmente entrambe le parti per quello femminile. La tipologia dell’abito lungo prettamente talare, drappeggiato o frangiato, era strettamente riservata alla nobiltà babilonese, mentre servi e musicisti indossavano semplici gonne di lino, ampie e mediamente lunghe, prese in prestito dai precedenti sumeri., in modo più accurato, nella zona posteriore del cranio.

SUMERI

La nostra conoscenza di questa civiltà è ricavata quasi completamente dalle tombe in cui i morti venivano sotterrati con tutti i loro averi, perchè li seguissero nella loro vita futura, assicurando loro la prosperità.Perciò dobbiamo basarci su fonti quali statue e bassorilievi.
I Sumeri erano un popolo molto raffinato ma si presume che l'abbigliamento si trovasse agli ultimi posti nel loro elenco delle "precedenze"...infatti il modello base del vestito sumero, per uomini e donne, consisteva in una semplice gonna lunga fino alla caviglia...molto probabilmente "pelosa"!

Questo atteggiamento semplice, quasi primitivo nei confronti dell'abbigliamento, non significa che non s'interessassero del proprio aspetto. Per esempio, dati accurati studi a riguardo, sembra che la pulizia personale fosse meticolosa: gli uomini radevano i capelli ed ostentavano una barba molto curata, senza baffi, mentre le acconciature femminili erano varie, a volte così complesse da sfuggire l'idea che si trattasse di
parrucche.
Nella foto : Ebih-il, sorvegliante del tempio di Ishtar a Mari, con la caratteristica lunga gonna sumera ( Parigi, Louvre).