Benvenuti a tutti nel nostro blog!

Speriamo sia di vostro gradimento...mi raccomando sono ben accetti suggerimenti! grazie a tutti... :)

venerdì 16 luglio 2010

Dal 1900 al 1920

Avvenimento grandioso dell'anno 1900 e che inaugurò il nuovo secolo fu la grande Esposizione Universale di Parigi. In modo particolare colpì l'immaginazione popolare il Palazzo dell'Elettricità che apriva una nuova era e fece nascere la leggenda della Ville Lumière. Il pubblico che si accalcò all'ingresso dell'Expo- un'orribile costruzione Art Nouveau- era vestito in modo uniforme. Gli uomini con la finanziera e il cilindro; e le donne con boleri o giacchette attilate e gonne che spazzavano il suolo, morbidamente aderenti sui fianche e sul posteriore, ma allargate dai godets sul dorso, così lunghe da obbligare chi le indossava a sollevarle per attraversare la strada. Sulla alte acconciature stavano in bilico cappellini carichi di fiori e veli, e l'ombrellino era immancabile.
La moda occupava uno dei settori più importanti di tutta l'esposizione. Da allora Parigi viene incontestabilmente considerata la capitale del mondo della moda.

...ecco il "godets"
Alla prossima...
Oggi ragazzi approfondiremo un pò di più l'abbigliamento del XX secolo...in particolare l'età del jazz e la rivoluzione della moda dopo il 1940...

giovedì 15 luglio 2010


Grazie ragazzi per la vostra collaborazione e suggerimenti... continuate così.... :)

mercoledì 14 luglio 2010

L'abbigliamento femminile nel XIII sec.

La tunica, diversamente da quella per gli uomini, rimase lunga sino alla cavilgia ma, per il resto, subì le stesse modifiche. All'inizio del secolo gli ampi polsini vennero sostituiti da altri aderenti, mentre le maniche voluminose uscivano da grandi aperture. Spesso la gonna era leggermente più lunga dietro, a formare così un breve strascico. A volte la tunica veniva chiusa al collo da un fermaglio circolare e stretta in vita da una ricca cintura. In seguito le mniche divennero aderenti dalla spalla al polso e la cintura fu sostituita da una lunga fascia annodata. Verso la metà del secolo la fascia si fece più aderente per essere completata dalla versione femminile della ciclade. Questa era una veste lunga, senza maniche, da indossare direttamente sulla tunica, aperta dall'ascella al fianco e provvista di lacci in modo da poter raccogliere il tessuto sul dorso.
E' evidente che l'abbigliamento femminile del XIII secolo fu ricco e costoso come quello maschile.

L'abbigliamento maschile nel XIII sec.

Gli uomini continuarono ad indossare camicia e brache che, pur essendo molto più corte, seguono il modello dei secoli precedenti. La tunica, oggi nota come cotta, subì diverse evoluzioni. Sono scomparsi gli esagerati, enormi polsini, l'ampiezza delle maniche ha cambiato posizione. Tagliata e modellata con grande generosità alle ascelle, la manica si assottiglia in un polsino aderente. Scomparso anche il corpetto allacciato. Il vestito era più ricco, stretto in vita da una cintura. In genere la parte inferiore era tagliata dal cavallo all'orlo che cadeva parecchi centimetri sotto il ginocchio. Vent'anni dopo scompaiono le enormi aperture per le braccia e la cotta si presenta con maniche aderenti, più convenzionali.
Verso la metà del XIII sec. fece la sua comparsa una tunica completamente diversa, la ciclade, da indossare sopra una cotta simile a quella già descritta.

Accessori Greci...in particolare...calzature

In casa i Greci stavano scalzi, senza distinzione di classe.
Il tipo principale di calzatura per i due sessi era il sandalo, confezionato in fogge diverse. Quella più semplice aveva la suola di cuoio rigido con un listello che passava tra alluce e secondo dito, attaccato ad una fascetta che cingeva la caviglia. Parecchi modelli erano più complicati, alcuni forniti di strisce di cuoio bulinato. Altri avevano un'allacciatura incrociata che saliva sino alla caviglia e che doveva essere puramente decorativa, in quanto non aveva alcune funzione di sostegno o di protezione.

Il Novecento....parte II


Il consumismo
Associata a questa grande diffusione del vestiario il Novecento vede la nascita del fenomeno del consumismo, e l'abbigliamento è sicuramente uno dei primi campi in cui si viene a manifestare questa tendenza. L'acquisto del bene materiale, in questo caso di un vestito, assume una importanza essenziale nella vita di molti individui, tanto più che i prezzi dei capi d'abbigliamento sono molto più accessibili di altri status symbol (automobili, case). La corsa all'acquisto di un bene materiale non per necessità, ma per seguire la sfrenata velocità con cui cambia la moda è pratica diffusa nella stragrande maggioranza della popolazione degli stati più ricchi del mondo. Il fenomeno consumistico trova nell'abbigliamento il suo culmine, perlomeno nel XX secolo, prima della diffusione delle nuove tecnologie (televisioni, console, cellulari, computers e altri accessori), avvenuta solo negli ultimi due decenni del secolo. Il vestiario è una delle voci primarie di spesa (escludendo quelle dei beni di prima necessità) di moltissime famiglie occidentali, soprattutto tra i giovani. Le grandi case di moda si adattano al fenomeno estendendo la loro produzione a capi meno esclusivi, anche se di costo al di sopra della media, che diventano capi "di tendenza".
In Italia
Fenomeni di impoverimento etnografico, collegati alle mutate condizioni socio-economiche e all'affermazione di nuovi modelli culturali nell'Italia del '900 hanno fatto sì che l'uso corrente dell'abito tradizionale si affievolisse quasi a scomparire. Rimane ancora viva, in alcune comunità italiane, la consuetudine di vestire il costume tradizionale, indumento che si indossa in particolari occasioni, per affermare la propria identità culturale. Al giorno d'oggi la moda, attraverso le creazioni e le realizzazioni degli stilisti, condiziona e determina la maniera del vestire.