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martedì 20 luglio 2010
lunedì 19 luglio 2010
Biancheria intima
Importantissima la biancheria intima, che rappresentava uno degli elementi più vistosi nel corredo di una sposa. Una dozzina per ogni capo era il minimo: camicie da giorno e da notte, busti, corpetti, copribusti, mutandoni e sottogonne, il tutto cucito a mano, monogrammato, orlato di pizzoe rifinito con ricami a punto inglese ed applicazioni di valenciennes, inframmezzati di nastrini rosa e azzurri. Le piccole cuffie da boudoir, che si portavano per coprire i capelli prima di acconciarlidefinitivamente, erano pure confezionate con nastri, merletti, mussolina. Quando l'orlo della gonna s'accorciò, si ebbe il contrasto, ritenuto piccante, fra il bianco dei pizzi delle sottovesti ed il nero delle calze e delle scarpe.Naturalmente il busto fu il capo più importante del vestiario femminile, tanto da essere considerato essenziale anche per le ragazze. Si trattava di un elemento estremamente complicato. Confezionato in cotone o raso, composto di teli inseriti, nastri, veniva rinforzato con stecche di balena o di metallo sul davanti, mentre dietro era allacciato con stringhe. Questa corazza ricopriva il petto e scendeva giù fino ai fianchi per far risaltare la morbidezza della gonna. La vita era così sottile da dare l'impressione che il busto schiacciasse lo stomaco.
venerdì 16 luglio 2010
...dal 1900 in poi...case di moda
Altre case influenzarono grandemente la moda femminile a Parigi nel primo decennio del secolo. Le sorelle Callot e Madame Cheruit, quest'ultima famosa per l'eleganza personale, notevole per la sua semplicità in un momento in cui il troppo non era mai abbastanza. Tutte le case di moda presentavano i proprie collezioni in saloni pieni di specchi, dalle pareti dipinte in color grigio pallido, crema, giallo-oro, dove l'arredemento era in stile Luigi XVI o Impero, con magnifici arazzi alle pareti e pavimenti coperti da tappeti. Graziose vendeuses, in camicietta bianca e gonna nera, mostravano alle clienti gli schizzi delle toilettes della nuova stagione; il pellicciaio, con un lungo camicie bianco, presentava mazzi di pelli di zibellino, ermellino e cincillà per gli indispensabili mantelli da sera, mentre il sarto, in finanziera, si faceva avanti col metro intorno al collo e il gesso in mano. Ogni casa aveva reparti speciali per i ricami, i corsetti, la biancheria intima, il taglio e la confezione, le pelliccie ed anche per la lavorazione delle piume. I modelli erano presentati ai clienti stranieri in febbraio per l'estate ed in agosto per l'inverno. I compratori convergevano su Parigi da tutto il mondo per assistere ai
défilés delle mannequins, che si svolgevano in una lunga teoria di saloni sfavillanti. Ogni modello veniva annunciato con un nome ed un numero. Fra i clienti più importanti quelli che provenivano dagli Stati Uniti d'America e dell'America Latina, perché le signore argentine e brasiliane erano conosciute per la loro esigenza in fatto d'eleganza e per la loro ricchezza.Dal 1900 al 1920
Avvenimento grandioso dell'anno 1900 e che inaugurò il nuovo secolo fu la grande Esposizione Universale di Parigi. In modo particolare colpì l'immaginazione popolare il Palazzo dell'Elettricità che apriva una nuova era e fece nascere la leggenda della Ville Lumière. Il pubblico che si accalcò all'ingresso dell'Expo- un'orribile costruzione Art Nouveau- era vestito in modo uniforme. Gli uomini con la finanziera e il cilindro; e le donne con boleri o giacchette attilate e gonne che spazzavano il suolo, morbidamente aderenti sui fianche e sul posteriore, ma allargate dai godets sul dorso, così lunghe da obbligare chi le indossava a sollevarle per attraversare la strada. Sulla alte acconciature stavano in bilico cappellini carichi di fiori e veli, e l'ombrellino era immancabile.La moda occupava uno dei settori più importanti di tutta l'esposizione. Da allora Parigi viene incontestabilmente considerata la capitale del mondo della moda.

...ecco il "godets"
Alla prossima...
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